along the Brenta Canal in Malcontenta

Il Brenta, anticamente denominato Medoacus, è uno dei più importanti fiumi navigabili del nord Italia; nasce in provincia di Trento dall’unione degli emissari dei laghi di Levico e Caldonazzo, scorre per circa 174 km e sfocia nella Laguna di Venezia all’altezza di Fusina.
Nei secoli scorsi, il corso del fiume subì vari mutamenti, principalmente a causa delle numerose e forti inondazioni. Ecco che la Repubblica di Venezia attuò dei provvedimenti per evitare tali problematiche; in particolare, nel 1495 si procedette allo scavo del “Grande Brenta” per portare le acque a sud della Laguna, verso Chioggia. Grazie ad ulteriori opere di manutenzione e messa in sicurezza, l’impetuosità del Brenta fu finalmente domata e dal XX secolo le grandi inondazioni cessarono.

Il tratto del Brenta tra Stra e Fusina è denominato Naviglio del Brenta e lungo le sue sponde si sviluppa la Riviera del Brenta.
Lungo il tratto che presenta un inatteso dislivello di circa 8 metri, per evitare il formarsi di forti correnti, i Veneziani crearono alcune chiuse, o “conche”, basate sul principio dei vasi comunicanti col leonardesco sistema a battente. Inoltre a Fusina sin dal XV secolo venne messa in funzione la “lizza”, o “carro”, un macchinario che issava e calava le imbarcazioni tra il Brenta e la Laguna. Il sistema cadde in disuso dopo la costruzione delle chiuse che regolavano esse stesse il dislivello tra il fiume e la Laguna.
Lungo il Naviglio del Brenta, le due rive erano collegate da numerosi traghetti; solo nel XX secolo furono costruiti una serie di ponti girevoli, alcuni dei quali tutt’oggi vengono ruotati a mano.

 

Il Burchiello

Il Burchiello

Il Burchiello era una grande imbarcazione in legno con al centro una elegante cabina con tre o quattro balconi, finemente arredata e decorata con specchi e preziosi intagli. Effettuava servizio di trasporto passeggeri nel tratto tra Venezia e Stra lungo il Naviglio del Brenta e poi nel canale Piovego fino a Padova.
L’utilizzo di queste imbarcazione si diffuse con l’espandersi dei possedimenti in terraferma dei nobili veneziani che preferivano il confortevole Burchiello agli scomodi tragitti in carrozza. Il battello navigava a remi o a vela nel tratto lagunare fino a Fusina dove vi era la dogana e giungeva a Padova trainato da cavalli.
Si trattava di un mezzo non particolarmente caro, specie nei viaggi notturni, che garantiva di raggiungere Padova, o Venezia al ritorno, in quasi un giorno. Numerosi personaggi famosi impiegarono il Burchiello e ne decantarono il servizio in poemetti e scritti vari; tra questi ricordiamo Carlo Goldoni, Michel de Montaigne, Giacomo Casanova, Lord Byron, Wolfgang Goethe e Gabriele D’Annunzio.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, anche il servizio di trasporto col Burchiello decadde.